A Carcuro

La littorina tornerą a cullare,
I pini ti riconosceranno,
La fontanella parlerą,
La stazione riaprirą,
La diaspora finirą.

E non saranno pił,
Azzimi amari d'Egitto,
Di una eterna notte,
Dai fianchi cinti.


Taciturni passeri solitari,
A raccattar tozzi d'inverno,
Sparsi qua e lą
Erranti e cocciuti
Dalla faccia tosta.


Sguardi chini
Sguardi da soma
In balģa tra i tuguri
E leghe di padroni.

Disseminati gli occhi
Sia chiari sia neri,
Ai mari... ai venti,
E i tratti Normanni
Ed Arabi taglienti.

La seicento
Si sentirą ancora
E la diaspora finirą:
La diaspora dei tuoi anni,
La diaspora dei fianchi cinti.

                                                    Nota: Questa poesia l'ho rinvenuta casualmente alla pagina
                                                    http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?t=68703.
                                                    Sono rimasto commosso nel farne la scoperta.
                                                    Ringrazio di cuore david777 che me l'ha dedicata.

  21 giugno 2006
 
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