I racconti di Federica Tufanisco

Istituto comprensivo di Genzano di Lucania
Scuola secondaria di primo grado
Laboratorio di scrittura creativa
(tratti da
http://www.genzanodilucania.net)

Giza e la radio

Voi avreste mai immaginato che una radio avrebbe disturbato il grande sonno dei faraoni? E’ proprio così, il gran sonno dei faraoni fu disturbato da una piccola radio-sveglia abbandonata da un gruppo di turisti.  
Questo accadde a Giza.  
Erano le otto in punto quando la radio-sveglia suonò: l’aria si riempì di uno sgradevole odore di muffa e divenne bianca quando si sentì un grande sbadiglio. 
Erano le mummie dei faraoni che uscirono dalle loro tombe e, preoccupate, si misero in cerchio intorno alla piramide di Giza. 
Alcune sbadigliavano, altre si arrabbiavano perché qualcosa aveva disturbato il loro sonno, altre ancora iniziarono a preparare piani per riconquistare il dominio dell’Egitto. 
Pensarono tutte che il loro risveglio fosse un segno degli dei e, così, iniziarono ad organizzarsi quando qualcuna di loro intravide la piccola radio. 
Pensarono che fosse un gatto un po’ evoluto e, così, portarono in processione l’animale a loro sacro.


Natale al polo

Nel punto più alto del Polo Nord, al 70° parallelo a nord dell’Equatore, sorge la fabbrica di Babbo Natale, dove lavorano centinaia di elfi e folletti. 
Questi lavorano per fabbricare miliardi e miliardi di giocattoli per accontentare tutti i bambini del mondo.
Questo è quello che leggevo sempre sui libri ogni volta che arrivava il Natale.  
Non credevo all’esistenza di questa fabbrica né tanto meno a quella di Babbo Natale, degli elfi e dei folletti, fino a quando io, le mie amiche e un nostro caro esploratore abbiamo deciso di andare sul Polo Nord, per esplorarlo.  
Siamo partiti con il dirigibile “AITAK” e, quando siamo arrivati sulla banchisa, tutto era ricoperto di ghiaccio, pulito e duro. 
Qua e là sorgevano igloo, che da fuori sembravano piccoli, ma all’interno erano grandissimi. Sembrava di essere in un deserto freddo. 
L’immenso silenzio era interrotto dal verso delle foche e dei trichechi. 
Mi sarebbe piaciuto tantissimo restare ad ammirare il paesaggio, ma ecco che la nostra guida era arrivata e dovevamo seguirla. 
Ci inoltrammo verso il piccolo villaggio abitato da Samoiedi tutto bianco e gelato, per riposare. 
Quella notte, però, io e le mie amiche Atrebor e Tamsita non riuscivamo a dormire e così indossammo le nostre pesanti mantelle e ci inoltrammo nel buio. 
Ci mettemmo tutte e tre sulla slitta trainata da lupi e, dopo alcune ore di viaggio, arrivammo in un posto tutto illuminato. 
La fortissima luce non riusciva, però, a sciogliere i due ghiacciai che avevano al centro una grandissima casa. 
Questa aveva un giardino dove erano parcheggiate tante buffe slitte e dove c’erano tante renne, alcune delle quali con un buffo naso rosso che lampeggiava. 
Il cancello era formato da due statue di eschimesi, con in testa il classico cappello rosso e bianco di Natale, e sul naso un campanello. 
Dato che avevamo smarrito la strada, suonammo quei campanelli, che subito si misero a cantare “Jingle Bells” e, quando la canzone terminò, il cancello si aprì e noi entrammo. 
In quella grande casa vedemmo gli elfi e i folletti intenti a costruire dei giocattoli e poi arrivò un signore dall’aspetto molto simpatico. 
Questi ci spiegò che su quella casa nevicava tantissimo, perché c’era bisogno proprio della neve per costruire i giocattoli che, una volta fatti ghiacciare, venivano dipinti con splendidi colori. 
Ci riempì di caramelle e proprio quel gesto ci fece capire che lui era proprio Babbo Natale: ognuno di noi aveva avuto proprio la caramella del suo gusto preferito. 
Da allora, per me Anedita e le mie amiche Atrebor e Tamsita, il Natale è sempre più bello, perché sappiamo che quelle leggende sono vere. 
Ogni anno ci arriva una bellissima cartolina firmata: Babbo Natale, elfi e folletti.

   Probabilmente, dopo aver letto questi racconti, qualcuno potrebbe domandarsi cosa abbia a che fare Federica Tufanisco con questo sito. La ragione sta nel fatto che questa piccola scrittrice, oltre ad avere scritto qualcosa di grazioso che merita di essere divulgato, è figlia di una mia cugina materna di Genzano di Lucania, paese che ha dato i natali a mia madre, ed il cui sito web http://www.genzanodilucania.net/laboratorio%20intergenerazionale/laboratorio/Index.htm  mi onora di un link col mio nome.
    Purtroppo le regole dell'ordinamento giuridico fanno sì che si smarriscano i rapporti di parentela della linea materna sicché, se avessi incontrato casualmente questa ragazza, non l'avrei più riconosciuta come mia parente.
    Tuttavia, non intendo fare discriminazioni fondate sul cognome e, così come in altra pagina di questo sito ho riportato la notizia che la lontana e mai vista parente del Texas Lisa Carcuro darà alla luce un bambino il prossimo mese di febbraio, altrettanto mi è piaciuto inserire qua questo parto gemellare della fantasia di Federica, offrendo l'opportunità di estendere la platea dei lettori che possano provare il piacere di leggerla, ma dando così anche onore alla memoria dei nostri comuni nonni/bisnonni Antonio Teto e Caterina Grippo, che, pure attraverso questi scritti, ritornano nei nostri ricordi e nel nostro cuore.
    In questi giorni a Genzano di Lucania fervono i preparativi per l'annuale festa della Madonna delle Grazie che si celebrerà a cavallo di domenica prossima con solenni processioni per tutto il paese, concerti di bande musicali e di cantanti, fuochi d'artificio, ma quest'anno non ne sarò testimone e non ne lascerò traccia in questo sito; neppure ci sarà mio padre ed egli, a differenza mia, non potrà esserci mai più.
    C'è però chi in questo paese non sogna solo questa festa, ma anche altro, come testimoniato dai brevi racconti qui riportati - ma vedi tutti gli altri nella pagina
http://www.genzanodilucania.net/sitoalunni/quaderno1/racconti/racconti.html - ed è bello immaginare che nel frastuono delle campane a festa, delle giostre, dei fuochi d'artificio questi ragazzini facciano dei voli pindarici con la loro fantasia, andando come gabbiani (o forse cigni) verso mete lontane.

12 agosto 2005

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