PROGETTO FUTURO DI LORENZO RIGONI
... fare il sindaco di Pettenasco

Potete  risparmiarvi di rivolgere a Lorenzo Rigoni la banale domanda che si è soliti fare ai ragazzini: "Cosa vuoi fare da grande"? Ve lo dico io: il sindaco. Me l'ha fatto sapere la sua mamma, venendomi a presentare venerdì 15 aprile scorso la lista "Progetto: Futuro", contenente i candidati alla carica di sindaco (suo figlio) e di consigliere comunale di Pettenasco (affatto sconosciuti invece gli altri nove): la firma del primo presentatore era ovviamente quella del padre Osvaldo.

Se non fosse defunta, sicuramente anche la nonna Giacinta avrebbe sottoscritto la lista quale presentatrice, perché lei credeva molto nel nipote, riponeva una fede assoluta in lui, come ha dato ampia prova con le sottoscrizioni di diverse lettere da lui predisposte, che purtroppo le hanno procurato non pochi guai, al punto che forse ha preferito lasciarsi morire, per non finire, alla sua veneranda età, in aula di tribunale, processata per diffamazione e calunnia, insieme alla figlia Lucia (l'udienza è prevista per il prossimo 4 maggio al tribunale di Verbania). 

La nonna, tuttavia, buona come sarà, lo avrà già perdonato da lassù e, invece di maledirlo, gli avrà dato sicuramente anche la benedizione a che il suo diletto nipote diventi sindaco.

Che il ragazzo, del resto, avesse tale vocazione, lo aveva fatto chiaramente capire dall'assiduità indefessa con la quale ha presenziato a tante sedute di consiglio comunale, con la sua altrettanto indefessa ed indefettibile mamma a fianco. 

Da dietro i suoi occhialoni scuri (forse ci dorme anche con essi per vedere indisturbato i suoi sogni), senza farsi notare, osservava attentamente ogni mossa, scrutava ogni sguardo di sindaco e consiglieri (forse anche del segretario), non si lasciava sfuggire nessuna parola. 

Poi, per ripassarsi ogni cosa, probabilmente si sarà fatto dare anche la cassetta della videocamera da un tizio, verosimilmente militante in Italia dei Valori come lui. E per ulteriore esercitazione, probabilmente si sarà fatto fare anche le domande per la comprensione del testo dalla sua mamma, avuta risposta positiva alle quali, lei lo avrà promosso a pieni voti con un bel 110 e lode; poi, consegnatogli l'attestato del master, avrà esclamato: "figlio mio vai tranquillo, sarai eletto sicuramente sindaco!". 

Ovviamente, non avrà mancato di rassicurarlo che lei lo avrebbe indubitabilmente seguito, gli sarebbe rimasto al suo fianco, non mancando di continuarlo ad accompagnare nella casa comunale, come ha sempre fatto fin qui. Ed a lei, se non verrà nominata sua segretaria particolare, verrà conferito almeno l'incarico di maggiordomo, anzi, giacché è di genere femminile, di maggiordama.

Immagino già quando il figlio sindaco farà ingresso in tale sua carica in municipio per l'insediamento: non potrà non farlo accompagnare, come si fa con gli sposi, con le note della marcia trionfale: "parapapa, parapapa"!

 

Lorenzo aveva già tentato di spiccare un salto in politica, candidandosi quale consigliere nella lista di "Italia dei Valori" alle ultime elezioni amministrative provinciali di Novara, ma (forse non aveva preso sufficiente rincorsa ), invece di superare l'asticella, ci è passato da sotto. Ora, collocata l'asticella ad un livello più basso, ritenta ancora il salto, probabilmente rincuorato dalla sua mamma di superarla agevolmente.

Considerato che Di Pietro lo ha arruolato nel suo partito,  usando un suo dipietrese, la domanda è: "che ci azzecca Lorenzo Rigoni in Italia dei Valori"? Secondo me nulla, come (eccetto per i guai procurati a nonna e mamma) nulla ci ha azzeccato con i chili di carta prodotti in relazione alle questioni intercorse col Comune, dalle quali ne è uscito sconfitto puntualmente su ogni fronte.

Ma Lorenzo, non pago delle brutte figure già rimediate, si ostina a produrre ancora abbondanza di carta, come ha fatto con il suo programma amministrativo, continuando a dar prova (ma non ce n'era più bisogno) di non saperne azzeccare proprio una. 

Invero,  fra i tanti miraggi di cui lo ha infarcito (tecnica simile a quella usata per attrarre con inganno clienti al bed and breakfast di famiglia "Bellavista",  come documentato dal servizio televisivo della Rai - vedasi al riguardo http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-2ccd0b61-187c-4cf2-910f-e48a42f78cfd.html?p=0 a partire dai minuti 00:29:20 , e sanzionata dal segretario del comune di Pettenasco) ha inserito non pochi dati che, in quanto attengono quelli ufficiali del comune di Pettenasco, nonché il segretario dello stesso, ritengo dover evidenziare essere del tutto sballati e falsi.

Pertanto, faccio al riguardo le seguenti precisazioni, sebbene dubiti che questa pagina sarà letta da un solo elettore di Pettenasco, essendo peraltro da me ben lungi l'idea di fare da fiancheggiatore o sponsor di qualunque lista.

 

"RIMOZIONE IMMEDIATA DELLA FIGURA DEL DIRETTORE GENERALE".

L'incarico di direttore generale cesserà automaticamente alla scadenza dell'attuale amministrazione. Ciò avverrà per disposizione di legge (art. 2, comma 186, lettera d) della legge 23 dicembre 2009, n. 191 combinato con art. 1, comma 2, del decreto legge 25 gennaio 2010, convertito nella legge 26 marzo 2010, n. 142), non per volontà (meglio forse vendetta) di Lorenzo Rigoni, sicché aver inserito come uno dei punti principali del  suo programma amministrativo la rimozione del direttore generale è del tutto superfluo, costituisce acqua neppure fresca, non ci azzecca punto.

L'incarico aggiunto di direttore generale al segretario ha comportato la corresponsione del compenso annuo suppletivo di €10.000,00, quanti ne prende la ragioniera per le funzioni di responsabile dei servizi finanziari. Occorre tenere presente, inoltre, che con quel compenso aggiunto il segretario ha svolto anche le funzioni di responsabile di tutti gli altri servizi non di competenza della ragioniera(ufficio tecnico, polizia locale, ecc., ecc.), caricandosi delle responsabilità prima attribuite a quella figura di dipendente che ha avuto guai con la giustizia, il quale, oltre allo stipendio, prendeva un compenso aggiunto (questo legittimamente) come responsabile di €8.000,00.

Comunque, l'attuale segretario-direttore generale del comune ha comportato per l'ente una spesa complessiva annua inferiore di almeno €20.000,00 rispetto al suo predecessore (pure egli con la carica aggiuntiva di direttore generale), sicché l'enfasi data dal Rigoni, di essere "molto oneroso" è del tutto ingiustificata, destituita di fondamento e priva di senso. 

Insinuare poi ancora, dopo  i chiarimenti forniti all'ispettorato della funzione pubblica, che l'incarico sia illegittimo, può significare una di queste due cose: o voler fornire pervicacemente una prova eloquente di ottusità, o volersi esporre al rischio di una denuncia per calunnia/diffamazione.

 

"SPESE DI PERSONALE CHE OGGI OCCUPANO IL 70% DELLE USCITE DEL COMUNE".

E' un dato assolutamente falso. Dal certificato dell'ultimo conto consuntivo approvato si rileva invece che la spesa di personale rispetto a quella corrente è di solo il 29,10%.

Al riguardo va anzi sottolineato che il numero di dipendenti del comune di Pettenasco è pressoché la metà rispetto alla media nazionale di comuni di pari dimensione demografica. Infatti, in base al decreto del ministero dell'Interno 16 marzo 2011  Pettenasco dovrebbe avere 11 dipendenti, invece ne ha solo 6.

Lorenzo Rigoni spara letteralmente numeri a casaccio, o come farebbe un autentico impostore. Comunque, venga pure, se si ritiene capace, a fare "la razionalizzazione degli uffici comunali e l'abbattimento dei costi": tutti i dipendenti lo stanno aspettando ansiosi.

 

"ABBATTIMENTO DELLE SPESE DI MUTUO CONTRATTE DALLA PRECEDENTE GIUNTA PER EVITARE IL DEFAULT".

Altra riprova di come, parafrasando il Signore che sta nel Regno dei Cieli, Lorenzo Rigoni non possa essere perdonato  per le cazzate che scrive.

Debbo precisare al riguardo che l'art. 204, comma 1, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, pone come condizione per l'assunzione dei mutui da parte del comune che "l'importo annuale degli interessi sommato a quello dei mutui precedentemente contratti, a quello dei prestiti obbligazionari precedentemente emessi, a quello delle aperture di credito stipulate ed a quello derivante da garanzie prestate ai sensi dell'articolo 207, al netto dei contributi statali e regionali in conto interessi, non supera il 12 per cento per l’anno 2011, il 10 per cento per l’anno 2012 e l’8 per cento a decorrere dall’anno 2013 delle entrate relative ai primi tre titoli delle entrate del rendiconto del penultimo anno precedente quello in cui viene prevista l'assunzione dei mutui".

Ebbene, dove sta il rischio di default per Pettenasco se tale percentuale è al momento soltanto del misero 3,62%?

 

Ho voluto limitarmi ad estrarre dal programma di "Progetto: Futuro" di Lorenzo Rigoni solo un campionario di bestialità (se più vi piace chiamatele puttanate, cazzate, idiozie, ecc. ecc.) e mi fermo qua, perché ritengo possa bastare per dimostrare cosa abbia in zucca questo ragazzo aspirante sindaco e perché, quale segretario, non mi compete esprimere valutazioni su punti del programma come "Banca delle idee", "Banca del Tempo", "Grotta del sale".

Anzi no, nella "Grotta del sale" vorrei dare una sbirciatina perché, essendo io, oltre che segretario, un collega di Gianni Rodari (Google mette addirittura al primo posto il mio sito nella ricerca di "poesie per bambini"), cusiano nato a Omegna come tutti sanno, mi piace ricordare qui questa  sua simpatica filastrocca

 

Quanti pesci ci sono nel mare?

 

Tre pescatori di Livorno
disputarono un anno e un giorno
per stabilire e sentenziare
quanti pesci ci sono nel mare.
Disse il primo: “Ce n’è più di sette,
senza contare le acciughette”.
Disse il secondo: ” Ce n’è più di mille,
senza contare scampi ed anguille”.
Il terzo disse:”Più di un milione!”
E tutti e tre avevano ragione.

                                                                                                                                                                                                        per vedere se Lorenzo Rigoni ci abbia già messo intanto dentro (la grotta) a salare le acciughette non contate dal primo dei tre pescatori di Livorno, nell'attesa di aggiungerci gli elettori del torrente Pescone che abboccheranno alla sua lista.

 

24 aprile 2011
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